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Ascolto del minore

L’ascolto del minore e la considerazione delle sue opinioni rappresentano “un passaggio ineludibile nei procedimenti che lo riguardano”.

La Suprema Corte di Cassazione, prima sez. civile,  con sentenza 18846/2016 del 26/09/2016 ha ribaltato in toto le decisioni assunte prima dal Tribunale per i Minorenni di Trieste e poi dalla Corte d’Appello, che avevano disposto il rientro della figlia minore di una coppia, di anni 11, presso il padre residente negli Usa, mentre la madre si era trasferita in Italia.

La bambina era stata ascoltata dal Tribunale quando aveva undici anni, in un’età in cui si presume la capacità di discernimento, e aveva manifestato un netto rifiuto al rientro dal padre negli Usa.

La sentenza richiama l’articolo 13 c. 2 della convenzione dell’Aja del 25.10.1980 (resa esecutiva in Italia con la Legge 64 del 1994), che “impone l’ascolto del minore al fine di verificare se vi sia una precisa opposizione del medesimo, ove munito di discernimento, ritenendo tale opposizione un motivo ostativo autonomo all’ordine di rientro”. La funzione dell’audizione è proprio quella di raccogliere le dichiarazioni del minore in relazione al rientro e, laddove le risposte «siano effettivamente indeterminate e non consentano di rilevare la volontà del minore, può dirsi non integrata la condizione ostativa prevista dalla norma». In caso contrario, in presenza di “una chiara determinazione di volontà”, il rifiuto del minore va rispettato.

In caso di dubbio, si deve procedere ad un approfondimento, anche mediante consulenza tecnica d’ufficio e modelli di ascolto del minore più adeguati.

Il diritto del minore ad essere ascoltato trova le sue più profonde radici, oltre che nella Convenzione dell’Aja, nell’art. 12 della Convenzione di New York, nell’art. 6 della Convenzione di Strasburgo e nell’art. 24 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Avv. Raffaella Angelica Molendini

avv. Raffaella Angelica Molendini

Titolare dello Studio Legale Molendini in Milano, ove opera un team di otto avvocati, ognuno con specifica esperienza e competenza in un determinato ambito del Diritto, coprendo in tal modo con efficace approccio specialistico tutte le principali aree giuridiche, civilistiche e penalistiche, a beneficio di una trattazione complessiva ed esaustiva dell’ampia ed articolata materia del Diritto di Famiglia.

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